
A cura di
Fratelli Alinari
Fondazione per la storia della Fotografia
Gabriella de Polo
Lucia Fattorini
Il negativo fotografico contiene un’immagine latente - ovvero invisibile - da rivelare attraverso sostanze simili a pozioni magiche. Durante il laboratorio, delle tavolette speciali permettono di trasformare i negativi nei corrispondenti positivi.
Vedere,
con le mani
Alla fotografia si restituisce la profondità spaziale grazie a dei visori chiamati stereoscopi. Durante il laboratorio delle plastiline opportunamente manipolate permettono di creare immagini a tre dimensioni da sperimentare toccandole.
Impressioni, a colori
Colori speciali per ritoccare le fotografie in bianco e nero
Agli inizi le sostanze impiegate in fotografia non erano sensibili a tutti i colori: le prime immagini, oltre ad essere colorate, venivano ritoccate per aggiungere dettagli scomparsi. Durante il laboratorio si ritoccano in modo creativo delle immagini in bianco e nero degli Archivi Alinari.
Quando viene inventata la fotografia ai bambini ritratti manca il sorriso che oggi ci aspettiamo: devono ignorare i giochi che li circondano per evitare, con il proprio movimento, di rovinare l’immagine. Durante il laboratorio ai giocattoli in posa viene restituito il loro ruolo, mentre si cerca di capire come oggi si sono trasformati.